Aggregazione tra aziende. Perché è necessario ?

Aggregazione tra aziende. Perché è necessario ?

L’adagio “piccolo è bello” è stato sostituto da “l’unione fa la forza”.

Il contesto attuale, ove i consumi stentano a decollare e l’incertezza regna sovrana, ci porta a valutare, per rimanere saldamente nel proprio mercato, processi di M&A, finalizzati ad aggregazioni tra imprese che operano nello stesso settore ovvero che possiedono sinergie da sfruttare.

L’unico modo per non essere sgomenti, rispetto al futuro che ci spaventa, è agire attivamente, per passare da una realtà che si subisce ad una realtà che si costruisce e si gestisce.

F. Ford Coppola disse: “Il miglior modo per prevedere il futuro è inventarlo”

In Italia è arcinoto che il tessuto economico è sostanzialmente formato da PMI. Esse, per competere e sopravvivere in un mercato globale, necessariamente devono avere la prospettiva dell’aggregazione.

Le tre principali motivazioni che portano le aziende a valutare questo tipo di operazione straordinaria d’impresa:

  1. in periodi di crisi le aziende tendono più al contenimento dei costi (continuità), piuttosto che fare investimenti (crescita). L’aggregazione tra imprese rappresenta un efficace strumento per realizzare significative economie di scala.
  2. dall’altra parte, il fatto di ottenere importanti economie di scala, consente alle aziende virtuose e lungimiranti di generare i flussi di cassa necessari per gli investimenti (crescita). E anche per considerare allo sviluppo per linee esterne (acquisizioni). Questo è l’effetto di una logica circolare e non lineare.
  3. Le aziende italiane sono molto ambite dagli investitori esteri, e non solo esteri, che ricercano opportunità di business nel nostro Paese: dimensioni ridotte, scarsa managerialità e realtà poco strutturate sono alcuni degli ostacoli per essere considerati oggetto di interesse.
  4. Senza dimenticare che i Fondi di Private Equity sono particolarmente sensibili ad investire (“devono” investire) per accompagnare l’imprenditore nella crescita dell’impresa.

Tuttavia è bene sapere che i Fondi di PE (in particolare quelli che non si occupano di turnaround), di norma, richiedono specifiche caratteristiche delle potenziali target: aziende ben strutturate, con buone marginalità e con significativi potenziali di sviluppo.

“Agisci sempre in modo da aumentare il numero delle scelte”

H. von Foerster
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